Videosorveglianza

Videosorveglianza: cosa cambia col GDPR

Hai installato un sistema di videosorveglianza prima dell’entrata in vigore del Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali  (GDPR) e non sai cosa fare per adeguarlo alla nuova normativa?

La videosorveglianza è un’attività che comporta il trattamento di dati personali. In quanto tale, richiede che il titolare del trattamento la disciplini secondo le regole e i principi del GDPR e del Codice della Privacy.
Considerata la diffusione dello strumento e i rischi per la privacy delle persone, nel 2010 il Garante della Privacy ha emanato un Provvedimento Generale nel quale individua specificamente le misure che il titolare del trattamento deve rispettare per installare un sistema di videosorveglianza.

L’entrata in vigore del GDPR non ha fatto venire meno le prescrizioni del Garante, ma ha aumentato il limite massimo per la sanzione amministrativa che l’autorità di controllo può irrogare in caso di violazione. Recentemente, inoltre, il Comitato Europeo per la protezione dei dati personali ha emanato le sue Linee Guida sulla videosorveglianza, nelle quali indica in modo chiaro ed esplicito le misure di sicurezza che il titolare del trattamento deve adottare per essere compliant alle regole del GDPR.

La videosorveglianza è anche un’attività alla quale le aziende ricorrono per ragioni di tutela e per l’organizzazione dell’attività produttiva. Tuttavia è strumento che potrebbe incidere pesantemente nelle libertà dei lavoratori. Per questa ragione l’installazione di un sistema di videosorveglianza deve rispettare le regole poste dallo Statuto dei Lavoratori a presidio dei diritti del lavoratori, il mancato rispetto delle quali può portare all’instaurazione di un procedimento penale.

Se pensi che il tuo sistema di videosorveglianza non rispetti le leggi citate e non vuoi rischiare di vederti inflitte una sanzione amministrativa e una di natura penale, richiedi di essere contattato dai consulenti di Sanmarco Informatica spa.